mercoledì 6 aprile 2011

mio e nostro

lanciata l'iniziativa della giornata di blogging sulla scuola italiana mi è venuto spontaneo, invitando un po' di persone a parteciparvi, di dare anche la possibilità che questo blog accolga parole di altri oltre alle mie.
La scelta, prima di pancia mi si è inizialmente bloccata un po' lì nell'aria. Ho cominciato a pensare che il mio blog è troppo personale, troppo mio (neanche poi tanto quanto vorrei!). Ho pensato di aprirne anche un altro, ad hoc. Ma poi, nel ragionarci un attimo, mi sono detta che invece è un'opportunità: questo “mio” spazio virtuale, sottoutilizzato rispetto a ciò che vorrei e ai molti post che penso e poi per un motivo o l'altro non riesco a scrivere, ho proprio voglia di condividerlo, accogliendo.
In primis perché questo della scuola è un tema caldo e molto caro a me, in seconda istanza perché mi chiedo che rapporto ci sia tra privato e pubblico in un mondo virtuale.
C'è sicuramente la parola, che è propria, ma che una volta messa in rete, diventa collettiva, potenzialmente ed idealmente di tutti. Anche perché è questa la potenza della rete: mettere a disposizione parole e concetti, immagini ed azioni, perché l'idea del “mio” ha a che fare con il “tutto” e chi non lo crede, ahimè sbaglia. I pensieri individuali e “privati” fanno parte del “tutto”, dei pensieri del mondo e ne condizionano la direzione. C'è un richiamo alla responsabilità delle parole individuali che influenzano il collettivo, in cui credo tantissimo.
E dunque eccomi qua, con il mio blog pronto ad accogliere altri (spero!) contributi sulla scuola la settimana prossima.
E se non sarò d'accordo?
Lo dirò, lo scriverò nei commenti, argomentando il mio punto di vista. E spero di essere solo una delle voci che su questo blog si esprimeranno.

Ps: Sto leggendo Terzani e la Mastrocola in contemporanea e credo d'aver trovato un connubio esplosivo e bellissimo per questa settimana di preparazione alla giornata di blogging.

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