domenica 7 marzo 2010

condividere l'esperienza

Ciò che mi accade da 8 mesi e mezzo dentro è ben evidente fuori: aspetto un bimbo e la mia pancia lo mostra.
Questa esperienza è intima, personale, interna e perciò difficile da condividere. Mi sento pesante quando ne parlo con le amiche, mi sento di annoiare quando sono stanca e non posso dire di non esserlo, quando dico che non ce la faccio. A volte il peso del frullecchio non è solo fisico ma a volte mi pesa dover contare sul prezioso aiuto che mi arriva dal mio compagno, dai nostri genitori, dalle amiche.
Eppure, eppure c'è un livello di condivisione di quest'esperienza che coinvolge un'intera comunità che mi circonda, che ci circonda, che lo circonda che si manifesta ora ed in particolare c'è un legame che si è stretto in questi mesi con un'amica in particolare con cui ho condiviso questo percorso da quando, a fine agosto, sedute al tavolino del bar della piazza ci siamo dette che eravamo incita entrambe.
Nel confrontarci, nell'incontrarci, nel parlare sia del piano organizzativo che questo cambiamento ci ha richiesto e ci richiede ogni giorno, si è creato un legame nuovo. B. è stata in questi mesi l'amica con cui non mi sentivo di pesare se parlavo di quanto mi veniva in mente, dei pensieri contorti, delle paure e delle voglie di immaginare che le cose non debbano necessariamente essere fatte in un solo modo ma che ci possiamo mettere del nostro.
Abbiamo così condiviso i dubbi sull'alimentazione, sul fare yoga in attesa, l'intenzione di provare ad usare prevalentemente i pannolini lavabili, ci siamo costruite la fascia lunga, lei ha costruito giochi ad aria da mettere sulla culla dei nostri piccoli, io ho realizzato le copertine, siamo andate insieme ad un incontro sull'allattamento, abbiamo incrociato gli sguardi, letto testi e blog e siti diversi,...
ora, nella mia valigia per l'ospedale ho messo due sue camice da notte e, per il frullecchio in arrivo, un cambio che mi ha preparato lei.
La sua piccola N. è una splendida bimba di un mese che ho già tanto tenuto in braccio, visto allattare, addormentare, cambiare, piangere, curiosare con lo sguardo ed infilare la testa nella fascia addosso al petto di B. e stare tranquilla per ore.
E sento che potrà essere un'esperienza che si modificherà certamente nel tempo ma che è molto importante perchè condividere un cambiamento con un'altra donna che lo sta affrontando anche lei - e anche lei per la prima volta - è come gettare basi solide, è come capire che non si è i soli a condurre questa barca nel mare a volte tranquillo e a volte tempestoso dei cambiamenti di vita.

2 commenti:

ba ha detto...

Eccoci qui, io e Nadine. lei al mio seno, contenta, mentre io rispondo. siamo in trepidante attesa di conoscere il frullechio, contente di aver condiviso ogni momento di questo lungo viaggio pronto a stravolgerci la vita per sempre.
un abbraccio grosso, e a tra poco!!!

Anna ha detto...

L' esperienza che nessun' altra mai potrà mai rimpiazzare o surclassare...meraviglioso...grazie per avermi fatto visita...ti seguo