lunedì 22 marzo 2010

generare

da che sono incinta si è mosso un mondo: dalla cerchia più stretta di amicizie, a nuovi legami che si creano, si saldano nel condividere l'esperienza, da inaspettate risorse messe in campo dai parenti, dagli amici dei miei genitori, dai genitori di amici e conoscenti.
così K. apre i bauli della nonna, la cantina con tutte le cose "avanzate" dagli 8 nipoti, Mo. accoglie i miei pianti e le preoccupazioni, Mo. e A. mi passano vestiti, S. trasborda le cose appena dismesse da sua sorella e dal suo nipotino in casa mia, Mi, Mo. e A. rispondono alle mie curiosità/domande/preoccupazioni, Mi. e D. ci portano dall'umbria cose che non usano più, mio papà realizza un fasciatoio con le sue mani (dopo anni che ha smesso di fare il falegname), I. amica di mia mamma ricama un'intera coperta di lana con personaggi del circo, mia zia scopro che ricama e che sta preparando delle cose, persino la balia che mi teneva quand'ero piccola mi chiama per dirmi che deve darmi un pensiero per il piccolo e la mamma di un amico di mio fratello sta preparandogli un maglioncino...e sicuramente mi son scordata di qualcuno e di tante cose (S. con il passeggino/carrozzina, i biberon di P.,..).
e poi ci sono le condivisioni d'esperienza: con B. più vicina, con G. più virtualmente, con Mk. a tratti, con A. di sorpresa e fresca fresca...
io sono un po' sbalordita.
e anche molto contenta di questa bella e calorosa accoglienza che il piccolo sta ricevendo...per educare un fanciullo serve un intero villaggio recita un proverbio africano, e questo villaggio è qui ad aspettarti mio caro!

sabato 20 marzo 2010

colorare... naturalmente!

abbiamo finalmente colorato la fascia lunga.
la scelta è stata quella di usare della curcuma per avere un bel giallo:

la stoffa della fascia era bianca bianca con dei ricami in rilievo:

il primo passaggio è stato quello di mettere in un grande pentolone l'acqua con la curcuma e il sale grosso. di curcuma ne servono 5 gr ogni 15 gr di stoffa e di sale grosso un cucchiaio (sempre ogni 15 gr di stoffa). la curcuma colora (claro!) e il sale serve per fissare il colorante al tessuto.
acqua, curcuma e sale vanno messi sul fuoco e fatti bollire per 15 minuti

dopo di che si immerge la stoffa (la ricetta originale vorrebbe che la stoffa fosse già calda ma io non avevo due pentoloni così grandi)e la si fa bollire per 45 minuti. se l'acqua si riducesse tanto da scoprire la stoffa bisognerebbe rabboccarla in modo che la stoffa sia sempre coperta d'acqua colorata.

al termine si lascia raffreddare e si lascia la stoffa guardandola ogni tanto per vedere che livello di colorazione assorbe (e il colore che vi piace). io durante la "cottura" della stoffa ho aggiunto il succo di 1 limone e 1/2 per rendere il colore più chiaro e brillante se no tendeva un po' troppo al marroncino...tenete conto che asciutta sarà un po' più tenue il colore.
quando la stoffa ha raggiunto la coloratura desiderata, l'abbiamo messa in lavatrice, sciacquata senza detersivi a 0° e strizzata prima di stenderla e questo è il risultato!

ps: in una prova su un piccolo pezzetto di stoffa, mi era venuto un giallo più intenso ma con le grandi quantità non sono riuscita ad ottenere esattamente lo stesso colore...mi mancava un po' di curcuma e probabilmente anche dell'altro limone ma mi piace molto così!
e provate ad annusare: sono sicura che il profumo di curcuma esce dallo schermo e arriva anche a chi legge...

martedì 16 marzo 2010

fascia lunga

all'inizio della gravidanza l'amica K. mi regala il libro Portare i piccoli.
leggo, ne parlo con B. che è in attesa anche lei di una pargolozza e proviamo a studiarci un po' la faccenda.
non troviamo amiche che l'abbiano usata ma internet è pieno di esperienze e il libro decisamente una buona base.
proviamo a guardarci in giro e i costi sono giusto un attimo spropositati.
sempre l'amica K. allora ci mostra un baule pieno di stoffe: sono i compensi per le ore di straordinario che sua nonna ha fatto negli anni di lavoro come tessitrice in un'industria genovese.
incantate, meravigliate e sorprese, B. ed io cerchiamo due stoffe lunghe almeno 5 metri per realizzare le due fasce (ogni fascia deve essere un pezzo unico: non si possono cucire insieme pena la sicurezza del bimbo/a!).
ne troviamo una rosa di un cotone morbido e una bianca che sa un po' di vestito da sposa.
tagliamo in lunghezza 5,20m di entrambe le stoffe per un'altezza di 70 cm. cuciamo il bordo e le fasce sono pronte: quella rosa per B. e N. e quella bianca per me e il frullecchio.

N. nasce e per qualche giorno B. usa la fascia rosa, poi gliene regalano un'altra tutta colorata e decidiamo che la fascia rosa la passiamo a G. che aspetta F.
io invece mi trovo con la mia fascia bianca bianca. cerco informazioni su come tingerla (è cotone fighissimo!) e scopro che questa è la parte più difficile di tutte: non riesco a trovare delle informazioni chiare su come fare. ho cercato diverse volte su internet fino a stasera: ho trovato del materiale in inglese che mi sono fatta tradurre e forse ci siamo.
Chiaramente il problema è una tintura naturale e non chimica pensando che il frullecchio se la ciucerà di brutto, e d'altra parte non deve neanche stingermisi addosso (già mi vedo con macchia di sudore giallo curcuma sulla maglietta quest'estate!) dunque vediamo se funziona quello che ho trovato: tela a bagno nell'acqua (anche trovare un pentolone in cui ci stesse la stoffa non è stato semplice e ha mobilitato mezzo paesello!) con sale e curcuma (si possono fare anche altri colori ma a me piace il giallone sole)e poi bollitura lenta per almeno 30/40 minuti. lasciar poi macerare e assorbire il colore a seconda di come lo si vuole carico per tutto il tempo che serve.

chissà se funziona...

lunedì 15 marzo 2010

giornate delicate

ci sono giorni delicati come oggi, con il sole caldo che mi/ci asciuga e che mi fa stare bene.
infilo le scarpe da jogging e con una lentezza che non è mia attraverso il paesello, affianco per un bel tratto il naviglio che scorre lento e mi godo il sole. torno alla base e riparto con un'amica con cui allunghiamo il giro infarcendo di chiacchere ogni nostro passo e cullando i nostri pargoli: N. nella fascia e il frullecchio nella mia pancia.
siamo a meno 9 dal termine.
conto alla rovescia con calma.
ma mi sento pronta, incuriosita, appesantita.
e con lentezza aspetto il momento, il primo segnale, il ritmo lento iniziale e poi l'accellerata...

e un quarto d'ora fa scopro che oggi/ieri 15marzo era la giornata della lentezza!

martedì 9 marzo 2010

delirio d'arancia

ovvero una MARMELLATA DI ARANCE

io l'ho fatta così:

2500gr di arance bio (ho usato i tarocchi ma sperimenterò anche le moro...)
1 mela bio
1500gr di zucchero
acqua
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Lavare bene bene le arance e togliere i picciuoli. Tagliate le arance intere con la buccia a fettine sottili sottili, metterle in una grande pentola con 1 litro d'acqua ogni kg di frutta.
Lasciare in ammollo (senza zucchero ne mela) per 24 ore.
Aggiungere la mela tagliata a pezzetti e cuocere per 1 ora.
Lasciar riposare per 24 ore ancora.
Aggiungere lo zucchero e cuocere finchè non diventa della giusta consistenza (1 ora/1 ora e mezza); invasate a caldo, chiudete con i tappi nuovi e mettete i vasetti vicini tra loro su un piano di legno finchè non si raffreddano. A questo punto, se qualcuno dei vasetti non fosse andato sottovuoto, bisogna cambiare tappo e sterilizzare il vasetto.
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questa ricetta evita di dover sbucciare tutte le arance e togliere soprattutto la pellicina bianca; l'unico inconveniente è che richiede tre giorni in cui almeno per un'oretta si è casa... ma poi, quando la mangi, per tutto l'anno ti gusti questo fantastico gusto!

cose che cambiano la vita

ci sono cose che ti cambiano la vita.ecco, quando incontro queste frasi fatte di solito inorridisco.
ora non posso pensare che non sia così e che, l'arrivo del frullecchio nella nostra vita, sta per cambiarla.
e lo sappiamo in anticipo. questa è forse la figata!
ma non sappiamo come. sarebbe troppo facile, direte voi.
bha!

domenica 7 marzo 2010

condividere l'esperienza

Ciò che mi accade da 8 mesi e mezzo dentro è ben evidente fuori: aspetto un bimbo e la mia pancia lo mostra.
Questa esperienza è intima, personale, interna e perciò difficile da condividere. Mi sento pesante quando ne parlo con le amiche, mi sento di annoiare quando sono stanca e non posso dire di non esserlo, quando dico che non ce la faccio. A volte il peso del frullecchio non è solo fisico ma a volte mi pesa dover contare sul prezioso aiuto che mi arriva dal mio compagno, dai nostri genitori, dalle amiche.
Eppure, eppure c'è un livello di condivisione di quest'esperienza che coinvolge un'intera comunità che mi circonda, che ci circonda, che lo circonda che si manifesta ora ed in particolare c'è un legame che si è stretto in questi mesi con un'amica in particolare con cui ho condiviso questo percorso da quando, a fine agosto, sedute al tavolino del bar della piazza ci siamo dette che eravamo incita entrambe.
Nel confrontarci, nell'incontrarci, nel parlare sia del piano organizzativo che questo cambiamento ci ha richiesto e ci richiede ogni giorno, si è creato un legame nuovo. B. è stata in questi mesi l'amica con cui non mi sentivo di pesare se parlavo di quanto mi veniva in mente, dei pensieri contorti, delle paure e delle voglie di immaginare che le cose non debbano necessariamente essere fatte in un solo modo ma che ci possiamo mettere del nostro.
Abbiamo così condiviso i dubbi sull'alimentazione, sul fare yoga in attesa, l'intenzione di provare ad usare prevalentemente i pannolini lavabili, ci siamo costruite la fascia lunga, lei ha costruito giochi ad aria da mettere sulla culla dei nostri piccoli, io ho realizzato le copertine, siamo andate insieme ad un incontro sull'allattamento, abbiamo incrociato gli sguardi, letto testi e blog e siti diversi,...
ora, nella mia valigia per l'ospedale ho messo due sue camice da notte e, per il frullecchio in arrivo, un cambio che mi ha preparato lei.
La sua piccola N. è una splendida bimba di un mese che ho già tanto tenuto in braccio, visto allattare, addormentare, cambiare, piangere, curiosare con lo sguardo ed infilare la testa nella fascia addosso al petto di B. e stare tranquilla per ore.
E sento che potrà essere un'esperienza che si modificherà certamente nel tempo ma che è molto importante perchè condividere un cambiamento con un'altra donna che lo sta affrontando anche lei - e anche lei per la prima volta - è come gettare basi solide, è come capire che non si è i soli a condurre questa barca nel mare a volte tranquillo e a volte tempestoso dei cambiamenti di vita.

martedì 2 marzo 2010

l'Aquila oggi

eccola, l'Aquila che aspettavo.
leggete e guardate il blog di misskappa
me lo sono chiesta tante volte com'era che non si faceva nulla di concreto per riprendersi quei pezzi di strada, di muri, di case, di lutto per poterlo trasformare. Mi sono sempre detta che da lontano non potevo probabilmente capire.
forse sbagliavo: c'era bisogno di tempo per affrontare il dolore e portare nuovamente i fiori in mezzo al cemento e ai detriti. e c'era bisogno di tempo per mettersi al lavoro, e questo lavoro spaventa chi non lo controlla...
e l'augurio è che questa giornata non sia che l'inizio.
hasta la victoria siempre!