lunedì 13 dicembre 2010

link di pane

un pane eccezionale e una ricetta che è magia: kosenrufu mama (thanks!) l'ha messa qui sul suo blog e dopo averla sperimentata non posso che segnarmela per la grande bellezza, semplicità e bontà.

la prossima sperimentazione sarà invece questa.

sto sempre cercando la ricetta per la pasta madre. prima o poi ce la farò. per il momento ho trovato questo blog

sabato 4 dicembre 2010

libro e manganello

chi difende la cultura?
e chi la prende a manganellate?

guardate qui

chissà se quel poliziotto l'ha mai letto l'isola di arturo.
mi fanno rabbia e pena. servi dei servi. ed ignoranti.

venerdì 3 dicembre 2010

Blocco

a questo punto penso di potermelo dire senza problemi: ho il blocco dello scrittore.
sarà che mi sembra di vivere da settembre ad ora con il timer puntato tra lavoro frullecchio e casa, ma sta di fatto che non riesco a mettere mano al blog.
normale?
mahh...io spero solo nuvole di passaggio....

lunedì 20 settembre 2010

Genova per noi #2

fatico a scrivere questo post che son giorni e notti che penso. me lo sono scritto mentalmente già dieci volte. ora qui, fatico.
fatico a trovare le parole giuste, calzanti per dire che due giorni di luglio 2001 io non me li scorderò mai: posso ricordare quasi ogni ora cosa feci, dov'ero, con chi.
e io son una che non ha memoria.

a guardarli ora, con gli anni che son passati in mezzo, credo che stia tutta li la partenza per questo declino.
li c'era speranza, voglia, energia, creatività, interesse, entusiasmo: tutte cose che ora sento mancare non solo attorno a me, ma a livello generale, non dico globale ma sicuramente italiano.
a Genova, in due giorni, ci hanno ammazzato il futuro.
noi non pensavamo di essere in guerra, eravamo in missione di pace, ma a discapito delle nostre consapevoli e tenaci mani bianche alzate, altri uomini ci hanno ferito e ammazzato. in piazza Alimonda, per le strade, alla Diaz, nel carcere di Bolzaneto.
hanno imposto il loro modello, la paura. e noi, pur essendo molti più di loro, abbiamo ceduto, ci siamo ritratti.

mi sveglio la notte ad allattare Diego e mi dico che siamo una generazione di adulti (e anche di genitori) che avevano la testa e gli strumenti per fare un salto di qualità, per il futuro nostro e di chi verrà.
ci hanno spaccato. rotto tutto.
mi chiedo dove sia finita tutta la gente che allora camminava per quelle strade insieme a me. i miei compagni ci sono ancora eppure manca un movimento che faccia, dica, muova, crei altro dal sapere e volere imperante.
sudditi.
nei diritti, nelle azioni, nelle scelte, nelle possibilità.
sudditi senza dignità personale, senza sguardo al futuro.
anch'io fatico a manifestarmi e a manifestare, da allora.
ho tradotto i pensieri di un altro mondo possibile, nel mio quotidiano; ma è la scena sociale che vedo sofferente ed inerte. e senza di quella non c'è possibilità di sviluppo.

nell'anno che precedette il G8 di Genova feci una domanda al network della rete di lilliput che allora si diffondeva: "ma come farà la politica a starci dietro? saprà rappresentare un popolo così vario e pensante, che non ammette mezzi termini, che non ammette mediazioni di valore e di coerenza?"
l'unica risposta che mi arrivò fu quella che disse che si, necessariamente la politica si sarebbe dovuta muovere in una nuova direzione. che l'avremmo pervasa con il nostro nuovo modo di vedere e fare.

risposi con un dubbioso "vedremo".
e purtroppo avevo ragione.
a Genova, in due giorni, ci hanno ammazzato il futuro.

giovedì 26 agosto 2010

sillabario - Rom

Erano zingari nuovi.Uomini e donne giovani che conoscevano soltanto la propria lingua, begli esemplari con con pelle lucida e amni intelligenti , i cui balli e musiche seminarono nelle strade un panico di eccitata allegria, con pappagalli di ogni colore che recitavano romanze italiane, e la gallina che faceva un cenitnaio di uova d'oro al suono del tamburello, e la scimmia ammaestrata che indovinava il pensiero, e la macchina molteplice che serviva allo stesso tempo per attacare bottoni e per abbassare la febbre, e l'apparecchio per dimenticare i cattivi ricordi, e l'impiastro per perdere il tempo, eun migliaio di altre invenzioni, così ingegnose e insolite che avrebbe voluto inventare la macchina della memoria per poterle ricordare tutte. In un istante trasformarono il villaggio. Gli abitanti di Macondo si trovarono imporvvisamente perduti nelle loro stesse strade, storditi dalla gran folla della fiera.
Gabriel Garcia Marquez

lunedì 23 agosto 2010

son quasi due mesi che non scrivo ed ora, in preparazione alla discesa dalla montagna, eccomi qui ad appuntarmi un pensiero che mi rimbalza in testa in realtà da quando sono salita.
metto in valigia i vestiti del pargolo, le pentole da portare a casa e i libri che non sono riuscita a leggere assieme a questo pezzetto di maternità a casa dal lavoro. Lunedì riprendo a lavorare con un piccolo part time, dibattuta tra la voglia di fare altro e il groppone in gola al pensiero di questo primo piccolo distacco dal cucciolo.

giovedì 1 luglio 2010

partire è un po' come non morire

qui si schiatta dal caldo e per fortuna tra poco si riparte.
si, il primo viaggio l'abbiamo già fatto per andare a trovare D., Mi. e A. in Umbria ed è andato benone: il Frullecchio non ha neanche sballato i suoi orari...che figo...!
ed ora stiamo aspettando la montagna
e di respirare un po'.

lunedì 28 giugno 2010

gerarchie razziali

Nel modo c'è una gerarchia rigidissima, una gerarchia razziale. la civiltà più elevata è quella anglosassone; poi quella tedesca, quella francesce, i russi, il sud Europa, latini e greci, punto di giunzione tra i bianchi e i non bianchi. Poi, gli asiatici. Poi, gli africani e i primitivi in genere.
E' ancora così. Le persone che dominano il pianeta sono tuttora immerse in questa forma mentale e in questa visione del mondo. L'aura di cività ospite si rifrange sugli immigrati, così un africano o un asiatico che occupa un posto di responsabilità, che si è "integrato", mi guarda giustamente dall'alto in basso. In fondo, noi (italiani, ndr) applaudiamo quando atterra l'aereo.

Wu Ming - Grand River -un viaggio

mercoledì 23 giugno 2010

fascia corta

M'ingenio per necessità: il Frullecchio già due settimane fa aveva superato i 6 kg ma, non avendo neanche tre mesi, non tiene ancora su bene la testa.
ieri sperimento un telo preso anni fa e ne viene fuori una fascia corta nella quale il pargolo sembra starci proprio bene. non è così comoda come la lunga perchè tenendolo sul fianco un braccio non è libero, ma è molto più rapido infilarlo e risulta più leggera così che non si schiatti, lui ed io dal caldo. e il braccio riposa! l'ideale per la casa.

domenica 20 giugno 2010

Allergia alla complessità

L'Italia ha una malattia, si chiama Allergia alla complessità. La semplicità non spiega nulla, nessuna dinamica in corso, non spega niente di quello che vedi scorrere sotto gli occhi, attraverso il tuo corpo e la mente, in un giorno qualsiasi, fitto d'eventi come un mazzo intero di vite nei secoli scorsi. C'è il rifiuto dell'idea stessa di complessità in nome di una banale equazione tra semplicità e chiarezza: dimmelo in quattro parole, oppure vaffanculo.

Wu Ming -Grand River - un viaggio

lunedì 14 giugno 2010

pianti di notte

sono all'inps e nell'inevitabile attesa, ascolto una ragazza che tenendo in braccio un bimbo di 3 mesi, parla con una signora.
e inorridisco.
la giovane mamma chiama suo figlio teneramente "disgraziato" mentre racconta di come hanno fatto a far dormire il pargolo per tutta la notte: l'hanno lasciato piangere nel soggiorno per qualche notte.

allora, io sarò troppo chioccia, molto fortunata perchè il frullecchio ha fatto solo un paio di notti sveglissimo, ma mi piangrva il cuore mentre immaginavo quello scricciolo cercare i suoi genitori, disperato e senza trovarli....aiuto!
il commento di
in uno dei commenti al post di ma che davvero? mi colpisce il commento di Santi Numi dove unisce il suo ricordo di infanzia della notte con le abitudini da adulta.
e mi sembra che non faccia una piega: io mi sono vista il piccolo di tre mesi tra qualche anno crollare davanti alla tele o a lavorare di notte per stemperare la paura-

che la mamma sia troppo giovane? che manchino i servizi per il sostegno alla maternità? che manchi la rete sociale? che sia il segnale di una cultura galoppante??

sabato 12 giugno 2010

nella pancia

cliccare qui

e poi play
per ricordarsi il prima

mercoledì 9 giugno 2010

di pannolini e chiappe al vento

difficile da descrivere la soddisfazione che si ha nel vedere che tuo figlio di poco più di due mesi ti chiama per fare la pipi e la cacca nel lavandino.
certo, non sempre ci si capisce, ma la maggior parte delle volte lui fa dei suoni e dei movimenti che riconosco come "devo fare qualcosa di importante" e io lo porto in bagno, gli tolgo il pannolino lavabile (se non è con le chiappe al vento) e accompagnandolo con un sssssscccccc, aspettiamo insieme di veder la fontanella di pipi o la discesa della cacca.
a volte sono solo i (le)protti che si muovono nella pancia, ma fanno sempre parte di qualcosa che deve uscire, no?!
e poi lui sorride tantissimo guardandosi e guardandomi nello specchio.
il pannolino a volte rimane asciutto, altre è stato appena bagnato da una goccia di segnalazione, altre volte invece è pieno pieno di pipi. ma sta di fatto che da una settimana (tranne una volta!) la cacca non l'ha più fatta nel pannolino.

ed è quell'incrocio di sguardi, di scambio verbale, di movimenti che mi fa ridere, sentire soddisfatta e a volte commuovere davanti al Frullecchio in azione. e alla nostra relazione che sta prendendo forma...

giovedì 27 maggio 2010

mamme e papà

genitori da poco, ci confrontiamo spesso con un'altra coppia di amici che hanno avuto due mesi prima di noi la piccola N.
mi vien così, l'altra mattina mentre si camminava, di rispondere a T.(il papà di N.)che loro, i papà, sono sicuramente li a mostrare a noi mamme che è possibile fare in un altro modo, che si possono lasciare spazi diversi di sperimentazione.
ecco che però quando il nostro frullecchio D. piange, io fatico ad attendere anche solo un suo secondo richiamo: sono già li. e hai voglia di leggere la stimatissima Honneger Fresco che anche lei parla di sperimentare piccole attese, perchè a volte anche loro, i piccoli, hanno bisogno di verseggiare, di provare e di sentire cosa gli sta accadendo e che possono richiamare l'attenzione degli adulti.
ecco che mi trattengo, mentre M. (il mio compagno) riesce ad attendere, senza aver i piedi sugli starter del centometrista, un secondo di più permettendo sicuramente al frullecchio di provare cose diverse e nuove.
e se so che il moltiplicarsi delle esperienze permette di far crescere questo piccolo cucciolo d'uomo, mi trovo incastrata nel mio impulso e ogni tanto avrei voglia di fare cambio con il mio compagno...
che cosa permettiamo con i nostri comportamenti? che cosa insegniamo ai nostri piccoli attraverso il nostro agire? quali modelli culturali e di genere passiamo?

Questo post partecipa al
blogstorming

domenica 23 maggio 2010

frullecchio in fascia


e dopo tanto parlare, ecco il frullecchio in fascia!

mercoledì 19 maggio 2010

esperienze che (in)segnano

Al primo seminario per consulenti pedagogici dello Studio Dedalo, Igor Salomone ci chiese di raccontare un'esperienza che ci aveva insegnato qualcosa.
avevo la mente vuota. black out.
ne trovai una tirata per i capelli.

dopo averla raccontata al gruppo e averci comunque ragionato su, dopo aver ascoltato le storie dei miei compagni di corso, dopo essermi disidratata a furia di piangere, la sera mi dissi che non avevo pensato alla cosa più ovvia, al segno lasciato da un'esperienza su di me. indelebile.

ho una cicatrice lunga sul braccio sinistro e dentro, ormai cosa unica con l'osso, una barra di metallo.
cicatrice e metallo arrivano da un incidente di tredici (?) anni fa. un ribaltamento in macchina, una frattura e un cane di ortopedico.
alla guida della mitica 126 c'era S.

il primo ricordo che ho di S. è che disse una boiata all'esame integrativo di chimica; ero di fianco a lui e quando vidi che era stato ammesso alla seconda non mi capacitai che la mia insegnante gli avesse dato sei dopo aver detto una castroneria simile. poi vidi il suo voto di francese e capii.
due anni dopo eravamo nel collettivo insieme, poi università, sabati e domeniche passati a far di tutto - incidente compreso. anni trascorsi in un rapporto d'amicizia esclusivo, intenso e chiaro.
abbiamo condiviso tanto.
e tutti a dirmi che era ben strano un rapporto uomo-donna così.

io me lo vivevo, senza troppo spiegarmelo, tenendoci e curandolo proprio perchè prezioso, proprio perchè attorno non ne vedevo altri di rapporti simili.
ed era bello avere un uomo così con cui parlare.
N. il fidanzato di allora non capiva questo rapporto ma mi lascia fare morso dalla gelosia. se mi avesse chiesto di scegliere tra lui e S. sapeva che non avrei avuto dubbi e che mi avrebbe persa. mi ha persa lo stesso, ma questa è un'altra storia.

con S. ci si vedeva, poi capitava di non frequentarsi per un po' e poi ci si ritrovava finchè ci siamo persi completamente e amaramente. d'un botto, per sua scelta.
io non ho ben capito perchè. lui non mi ha spiegato.
gli ho scritto una lettera dura qualche tempo dopo, che non so se ha letto.

e ora, ogni volta che mi vesto, la cicatrice che porto addosso mi rimanda a lui, alla splendida opportunità che abbiamo avuto nell'incontrarci e nel costruire un rapporto d'amicizia così raro tra uomo e donna. e mi rimane il gusto di un cioccolato 95% in gola: quella secchezza data da un prezioso dolce ricercato.
un segno sulla pelle ad insegnare che anche nel lasciare un rapporto così intenso e radicato nelle nostre vite sia necessaria la cura del distacco, che se no si rischia di staccare anche tutto il resto, tutto il bello che c'è stato.

lunedì 17 maggio 2010

favazze e ciliegie


dopo giorni di pioggia, il sole di ieri e di oggi ha fatto esplodere l'orto
ciliegie bellissime ma tanto bacate e
fave da raccogliere a breve

giovedì 13 maggio 2010

senza pannolino

oggi il frullecchio ed io abbiamo fatto un passo avanti.
spero.
ovvero: pipì in un contenitore.
avevo provato a farlo "sedere" contro la mia pancia sul water e in questo modo ha fatto ben 4 pipì. ma quando poi ci ho riprovato, piangeva. dunque, dopo giorni in cui facevamo l'allenamento sonoro accompagnando con un sssssccchhhh le pipì fatte senza pannolino sdraiato sul fasciatoio - con ovvia bagnatura di body, asciugamani ed annessi e connessi - oggi ho preso un contenitore di quello per alimenti non tanto grande e quando ho visto che stava per farla, ho direzionato il getto di pipì in modo che finisse li dentro. Diego non si è quasi bagnato e mi sembra abbia apprezzato. sicuramente è stato meglio di quando è capitato che fosse tutto bagnato di pipì!
abbiamo ripetuto l'esperienza un'altra volta e domani continuiamo la sperimentazione.
e poi, al più presto: pannolini lavabili che non ne posso più di vedere quanti patozzi finiscono nella pattumiera...

martedì 11 maggio 2010

eh?


è passato solo un mese e mezzo, ma io non mi ricordo che prima che nascesse il frullecchio io ero così...
e si che presa dall'alto snellisce!
reset post parto?

lunedì 10 maggio 2010

l'arte di insegnare

ieri sera leggo questo post e stanotte, sveglia nella pausa d'allattamento continuo a pensarci. C'è qualcosa che mi ronza nella testa ma che riesco a focalizzare solo a fine poppata del frullecchio. e questa cosa ha bisogno di una breve piccola storia, una storia mia.

mia mamma ha insegnato alle elementari. Ricordo perfettamente che la sera, se non riuscivo ad addormentarmi, mi mettevo nel letto grande con lei che con la lucina del comodino leggeva i quaderni dei suoi alunni, correggeva, metteva dei commenti. si, non metteva dei voti, dei bene, dei bravo, dei bravissimo, ma ci metteva dei commenti articolati che ricordo come dei suggerimenti e che, ora, rileggo come insegnamenti: "Luca, concentrati quando fai le sottrazioni perchè sono quelle su cui fai più erroi" "Debora, attenta alle doppie che ti fanno inciampare" e via dicendo.
certo è che quest'attenzione le richiedeva più tempo di un voto, del tempo che potremmo definire straordinario. ma per lei, e per me neppure, quel tempo era straordinario, perchè faceva parte integrante del suo lavoro.

mia zia,anche lei insegnante elementare, che probabilmente a settembre andrà in pensione, non esce mai da scuola prima delle 18 e credo che arrivi sempre allo stesso orario la mattina. non è raro neppure trovarla impegnata nel finesettimana a tagliare articoli, immagini per i suoi alunni, a preparare i lavori della settimana, a correggere quaderni, a ragionare sulla propria classe.
(ne avrei altri due di esempi, sempre zii insegnanti che, una alla materna e uno in pensione da un paio d'anni ho sempre visto estremamente impegnati nel loro lavoro.)

mio padre invece, per chiudere il quadretto, è artigiano da trentanni. anche li, gli straordinari non esistono, esiste il lavoro.

ecco perchè il post di Panzallaria mi ha fatto risuonare una cosuccia: è che quegli insegnanti che fanno solo due riunioni all'anno con i genitori dei propri alunni perchè hanno avuto un taglio, mi stonano un po'.
non che non abbiano ragione di astenersi se non sono pagati, ma dipende a cosa si da valore.
e ho l'impressione che il valore all'insegnamento che tanto viene svalutato dai genitori, parta da una svalutazione che in primis è agita dagli insegnanti stessi...
e poi, provocatoriamente, vorrei chiedere all'insegnante di religione - ops...delle religioni - perchè non se le studia le altre religioni che dimostra di non conoscere...
e ancora: come l'artigiano, questa mia e la storia di Panzallaria dicono che insegnare è un'arte, non una scienza. e per l'arte non c'è orologio che regga e che per farlo bisogna avere/costruirsi/implementare le proprie capacità artistiche, e bisogna essere curiosi.

(link al blog di Panzallaria)

sabato 8 maggio 2010

bibliografia maternità

elenco dei libri che ho letto e ritenuto interessanti sul tema della maternità e sui primi mesi dei bambini:

Portare i piccoli di Esther Weber, ed. Leone Verde
Venire al mondo e dare alla luce di Verena Shmidt, ed. Urrà
Bebè a costo zero di Giorgia Cozza, ed. Leone Verde
Senza pannolino di Laurie Boucke, ed. AAM Terranuova
Il massaggio per i bambini di C. Voormann e G. Dandekar, ed. Tecniche Nuove
Aspetto un bambino di Laurence Pernoud, ed. Piemme
L'alimentazione in gravidanza di Leonella Nava, ed. Red!
Abbiamo un bambino di Grazia Honneger Fresco, ed Red!

consigli per ulteriori letture?

martedì 4 maggio 2010

una mamma da url


incredibile! avete presente quelli che prendono 10 biglietti delle varie lotterie e già lo sanno che non vinceranno mai nulla, quelli che partecipano ai blog candy per spirito di gioco e di circolazione delle idee perchè alla fine è chiaro che non vinceranno niente, quelli che manco sanno come funzionano i vari lotti, enalotti, schedine, grattaevinci, ecco. io faccio parte di quelli, perchè nella vita, quando prendo un biglietto della lotteria lo faccio per sostenere l'associazione piuttosto che la realtà, tipo adesione di una raccolta fondi, perchè è chiaro che non vincerò mai nulla e mai ho vinto nulla...fino ad oggi!
si, ho vinto una copia di UNA MAMMA DA URL
allora ne faccio pubblicità, poi, il tempo di leggerlo e mi riprometto di scrivere una recensione.
incredibile veramente...

giovedì 29 aprile 2010

Scelte educative del primo mese

Il frullecchio domani compie un mese. Il suo primo mese.
In queste prime settimane di nuova nascita come genitori, abbiamo fatto e portato avanti delle scelte su come vogliamo far crescere le relazioni nostre con lui e su come costruire questa famiglia. Alcune le abbiamo fatte a priori per cui ci siamo informati, abbiamo letto, parlato, creato, sperimentato, altre ci sono venute istintive, altre ancora ci sono state passate come defoult dal consultorio, le ostetriche, la cultura in cui stiamo.

Tra le prime c'è il portare Diego nella fascia lunga – ad oggi che ha un mese non abbiamo ancora tirato fuori carrozzina e compagnia bella -, di utilizzare i pannolini lavabili – stanno asciugando dopo un primo lavaggio e nel finesettimana cominceremo ad usarli-, di provare a lasciarlo il più possibile senza pannolozzo, di cercare di recuperare il più possibile le cose per lui, di farlo dormire anche con noi nel lettone -anche se non esclusivamente.

Tra le seconde ci sono tutti gli abbracci possibili e i modi di tenerlo con noi, di favorire il più possibile l'attaccamento fisico e di fargli ascoltare tanta musica, di portarlo in giro con noi,....

tra ciò che invece ci hanno passato c'è il discorso dell'allattamento a richiesta: corso preparto, incontro con la Leche league, ostetriche all'ospedale. E io non mi sono neppure posta se la questione mi confà oppure no. Certo, alla base c'è che ci siamo detti che se fosse possibile non vorremmo dare a Diego il ciucio, ma senza essere assolutamente integralisti...vedendo un po' com'è lui – ad oggi non solo non l'abbiamo ancora usato, ma non ne abbiamo neppure uno in casa.

Il problema si pone quando nell'incontrare amici e parenti, ti riempiono di consigli e di giudizzi che ti fan venire il dubbio d'essere dei genitori strani, che vizieranno il proprio figlio, che già vedi come sta poco giù, che il ciucio è meglio delle dita in bocca,....
è questa la sfida del crescere come genitori?

mercoledì 21 aprile 2010

primo post da mamma

ecco che forse ora ce la faccio...
il frullecchio s'è addormentato dopo la poppata, io ho mangiato - un po' troppo velocemente mi sa - uova e asparagi e ora ho tutto ancora sullo stomaco per straiarmi. così ci provo.
si ci provo a scrivere questo primo vero post da mamma.
tre settimane e mezzo che siamo nati: il frullecchio è diventato figlio, io e il suo papà genitori, i nostri genitori nonni, i fratelli zii e gli amici zii acquisiti...
una rivoluzione
una rivoluzione fatta di intuizione, sorrisi, pianti, latte, dolore ai capezzoli, pannolozzi, aggiustamenti, amici e parenti che vogliono conoscerlo, ritmi nuovi,...
e che sto veramente capendo il termine multitasking di cui ho letto molto sui blog quest'anno.
e via con le esercitazioni.
c'è un'altra cosa che ho tanto utilizzato lavorando e che sto sperimentando costantemente: l'anticipare. il comprendere un attimo prima che succeda cosa potrebbe dire quella faccia lì: cacca? fame? voglio essere preso in braccio?
ed è tutto un bellissimo enigma e gioco a due e a tre quando c'è anche il papà...

venerdì 2 aprile 2010

filastrocca del bambino futuro


Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c'ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l'orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci

Bruno Tognolini

lunedì 22 marzo 2010

generare

da che sono incinta si è mosso un mondo: dalla cerchia più stretta di amicizie, a nuovi legami che si creano, si saldano nel condividere l'esperienza, da inaspettate risorse messe in campo dai parenti, dagli amici dei miei genitori, dai genitori di amici e conoscenti.
così K. apre i bauli della nonna, la cantina con tutte le cose "avanzate" dagli 8 nipoti, Mo. accoglie i miei pianti e le preoccupazioni, Mo. e A. mi passano vestiti, S. trasborda le cose appena dismesse da sua sorella e dal suo nipotino in casa mia, Mi, Mo. e A. rispondono alle mie curiosità/domande/preoccupazioni, Mi. e D. ci portano dall'umbria cose che non usano più, mio papà realizza un fasciatoio con le sue mani (dopo anni che ha smesso di fare il falegname), I. amica di mia mamma ricama un'intera coperta di lana con personaggi del circo, mia zia scopro che ricama e che sta preparando delle cose, persino la balia che mi teneva quand'ero piccola mi chiama per dirmi che deve darmi un pensiero per il piccolo e la mamma di un amico di mio fratello sta preparandogli un maglioncino...e sicuramente mi son scordata di qualcuno e di tante cose (S. con il passeggino/carrozzina, i biberon di P.,..).
e poi ci sono le condivisioni d'esperienza: con B. più vicina, con G. più virtualmente, con Mk. a tratti, con A. di sorpresa e fresca fresca...
io sono un po' sbalordita.
e anche molto contenta di questa bella e calorosa accoglienza che il piccolo sta ricevendo...per educare un fanciullo serve un intero villaggio recita un proverbio africano, e questo villaggio è qui ad aspettarti mio caro!

sabato 20 marzo 2010

colorare... naturalmente!

abbiamo finalmente colorato la fascia lunga.
la scelta è stata quella di usare della curcuma per avere un bel giallo:

la stoffa della fascia era bianca bianca con dei ricami in rilievo:

il primo passaggio è stato quello di mettere in un grande pentolone l'acqua con la curcuma e il sale grosso. di curcuma ne servono 5 gr ogni 15 gr di stoffa e di sale grosso un cucchiaio (sempre ogni 15 gr di stoffa). la curcuma colora (claro!) e il sale serve per fissare il colorante al tessuto.
acqua, curcuma e sale vanno messi sul fuoco e fatti bollire per 15 minuti

dopo di che si immerge la stoffa (la ricetta originale vorrebbe che la stoffa fosse già calda ma io non avevo due pentoloni così grandi)e la si fa bollire per 45 minuti. se l'acqua si riducesse tanto da scoprire la stoffa bisognerebbe rabboccarla in modo che la stoffa sia sempre coperta d'acqua colorata.

al termine si lascia raffreddare e si lascia la stoffa guardandola ogni tanto per vedere che livello di colorazione assorbe (e il colore che vi piace). io durante la "cottura" della stoffa ho aggiunto il succo di 1 limone e 1/2 per rendere il colore più chiaro e brillante se no tendeva un po' troppo al marroncino...tenete conto che asciutta sarà un po' più tenue il colore.
quando la stoffa ha raggiunto la coloratura desiderata, l'abbiamo messa in lavatrice, sciacquata senza detersivi a 0° e strizzata prima di stenderla e questo è il risultato!

ps: in una prova su un piccolo pezzetto di stoffa, mi era venuto un giallo più intenso ma con le grandi quantità non sono riuscita ad ottenere esattamente lo stesso colore...mi mancava un po' di curcuma e probabilmente anche dell'altro limone ma mi piace molto così!
e provate ad annusare: sono sicura che il profumo di curcuma esce dallo schermo e arriva anche a chi legge...

martedì 16 marzo 2010

fascia lunga

all'inizio della gravidanza l'amica K. mi regala il libro Portare i piccoli.
leggo, ne parlo con B. che è in attesa anche lei di una pargolozza e proviamo a studiarci un po' la faccenda.
non troviamo amiche che l'abbiano usata ma internet è pieno di esperienze e il libro decisamente una buona base.
proviamo a guardarci in giro e i costi sono giusto un attimo spropositati.
sempre l'amica K. allora ci mostra un baule pieno di stoffe: sono i compensi per le ore di straordinario che sua nonna ha fatto negli anni di lavoro come tessitrice in un'industria genovese.
incantate, meravigliate e sorprese, B. ed io cerchiamo due stoffe lunghe almeno 5 metri per realizzare le due fasce (ogni fascia deve essere un pezzo unico: non si possono cucire insieme pena la sicurezza del bimbo/a!).
ne troviamo una rosa di un cotone morbido e una bianca che sa un po' di vestito da sposa.
tagliamo in lunghezza 5,20m di entrambe le stoffe per un'altezza di 70 cm. cuciamo il bordo e le fasce sono pronte: quella rosa per B. e N. e quella bianca per me e il frullecchio.

N. nasce e per qualche giorno B. usa la fascia rosa, poi gliene regalano un'altra tutta colorata e decidiamo che la fascia rosa la passiamo a G. che aspetta F.
io invece mi trovo con la mia fascia bianca bianca. cerco informazioni su come tingerla (è cotone fighissimo!) e scopro che questa è la parte più difficile di tutte: non riesco a trovare delle informazioni chiare su come fare. ho cercato diverse volte su internet fino a stasera: ho trovato del materiale in inglese che mi sono fatta tradurre e forse ci siamo.
Chiaramente il problema è una tintura naturale e non chimica pensando che il frullecchio se la ciucerà di brutto, e d'altra parte non deve neanche stingermisi addosso (già mi vedo con macchia di sudore giallo curcuma sulla maglietta quest'estate!) dunque vediamo se funziona quello che ho trovato: tela a bagno nell'acqua (anche trovare un pentolone in cui ci stesse la stoffa non è stato semplice e ha mobilitato mezzo paesello!) con sale e curcuma (si possono fare anche altri colori ma a me piace il giallone sole)e poi bollitura lenta per almeno 30/40 minuti. lasciar poi macerare e assorbire il colore a seconda di come lo si vuole carico per tutto il tempo che serve.

chissà se funziona...

lunedì 15 marzo 2010

giornate delicate

ci sono giorni delicati come oggi, con il sole caldo che mi/ci asciuga e che mi fa stare bene.
infilo le scarpe da jogging e con una lentezza che non è mia attraverso il paesello, affianco per un bel tratto il naviglio che scorre lento e mi godo il sole. torno alla base e riparto con un'amica con cui allunghiamo il giro infarcendo di chiacchere ogni nostro passo e cullando i nostri pargoli: N. nella fascia e il frullecchio nella mia pancia.
siamo a meno 9 dal termine.
conto alla rovescia con calma.
ma mi sento pronta, incuriosita, appesantita.
e con lentezza aspetto il momento, il primo segnale, il ritmo lento iniziale e poi l'accellerata...

e un quarto d'ora fa scopro che oggi/ieri 15marzo era la giornata della lentezza!

martedì 9 marzo 2010

delirio d'arancia

ovvero una MARMELLATA DI ARANCE

io l'ho fatta così:

2500gr di arance bio (ho usato i tarocchi ma sperimenterò anche le moro...)
1 mela bio
1500gr di zucchero
acqua
***************************
Lavare bene bene le arance e togliere i picciuoli. Tagliate le arance intere con la buccia a fettine sottili sottili, metterle in una grande pentola con 1 litro d'acqua ogni kg di frutta.
Lasciare in ammollo (senza zucchero ne mela) per 24 ore.
Aggiungere la mela tagliata a pezzetti e cuocere per 1 ora.
Lasciar riposare per 24 ore ancora.
Aggiungere lo zucchero e cuocere finchè non diventa della giusta consistenza (1 ora/1 ora e mezza); invasate a caldo, chiudete con i tappi nuovi e mettete i vasetti vicini tra loro su un piano di legno finchè non si raffreddano. A questo punto, se qualcuno dei vasetti non fosse andato sottovuoto, bisogna cambiare tappo e sterilizzare il vasetto.
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questa ricetta evita di dover sbucciare tutte le arance e togliere soprattutto la pellicina bianca; l'unico inconveniente è che richiede tre giorni in cui almeno per un'oretta si è casa... ma poi, quando la mangi, per tutto l'anno ti gusti questo fantastico gusto!

cose che cambiano la vita

ci sono cose che ti cambiano la vita.ecco, quando incontro queste frasi fatte di solito inorridisco.
ora non posso pensare che non sia così e che, l'arrivo del frullecchio nella nostra vita, sta per cambiarla.
e lo sappiamo in anticipo. questa è forse la figata!
ma non sappiamo come. sarebbe troppo facile, direte voi.
bha!

domenica 7 marzo 2010

condividere l'esperienza

Ciò che mi accade da 8 mesi e mezzo dentro è ben evidente fuori: aspetto un bimbo e la mia pancia lo mostra.
Questa esperienza è intima, personale, interna e perciò difficile da condividere. Mi sento pesante quando ne parlo con le amiche, mi sento di annoiare quando sono stanca e non posso dire di non esserlo, quando dico che non ce la faccio. A volte il peso del frullecchio non è solo fisico ma a volte mi pesa dover contare sul prezioso aiuto che mi arriva dal mio compagno, dai nostri genitori, dalle amiche.
Eppure, eppure c'è un livello di condivisione di quest'esperienza che coinvolge un'intera comunità che mi circonda, che ci circonda, che lo circonda che si manifesta ora ed in particolare c'è un legame che si è stretto in questi mesi con un'amica in particolare con cui ho condiviso questo percorso da quando, a fine agosto, sedute al tavolino del bar della piazza ci siamo dette che eravamo incita entrambe.
Nel confrontarci, nell'incontrarci, nel parlare sia del piano organizzativo che questo cambiamento ci ha richiesto e ci richiede ogni giorno, si è creato un legame nuovo. B. è stata in questi mesi l'amica con cui non mi sentivo di pesare se parlavo di quanto mi veniva in mente, dei pensieri contorti, delle paure e delle voglie di immaginare che le cose non debbano necessariamente essere fatte in un solo modo ma che ci possiamo mettere del nostro.
Abbiamo così condiviso i dubbi sull'alimentazione, sul fare yoga in attesa, l'intenzione di provare ad usare prevalentemente i pannolini lavabili, ci siamo costruite la fascia lunga, lei ha costruito giochi ad aria da mettere sulla culla dei nostri piccoli, io ho realizzato le copertine, siamo andate insieme ad un incontro sull'allattamento, abbiamo incrociato gli sguardi, letto testi e blog e siti diversi,...
ora, nella mia valigia per l'ospedale ho messo due sue camice da notte e, per il frullecchio in arrivo, un cambio che mi ha preparato lei.
La sua piccola N. è una splendida bimba di un mese che ho già tanto tenuto in braccio, visto allattare, addormentare, cambiare, piangere, curiosare con lo sguardo ed infilare la testa nella fascia addosso al petto di B. e stare tranquilla per ore.
E sento che potrà essere un'esperienza che si modificherà certamente nel tempo ma che è molto importante perchè condividere un cambiamento con un'altra donna che lo sta affrontando anche lei - e anche lei per la prima volta - è come gettare basi solide, è come capire che non si è i soli a condurre questa barca nel mare a volte tranquillo e a volte tempestoso dei cambiamenti di vita.

martedì 2 marzo 2010

l'Aquila oggi

eccola, l'Aquila che aspettavo.
leggete e guardate il blog di misskappa
me lo sono chiesta tante volte com'era che non si faceva nulla di concreto per riprendersi quei pezzi di strada, di muri, di case, di lutto per poterlo trasformare. Mi sono sempre detta che da lontano non potevo probabilmente capire.
forse sbagliavo: c'era bisogno di tempo per affrontare il dolore e portare nuovamente i fiori in mezzo al cemento e ai detriti. e c'era bisogno di tempo per mettersi al lavoro, e questo lavoro spaventa chi non lo controlla...
e l'augurio è che questa giornata non sia che l'inizio.
hasta la victoria siempre!

martedì 23 febbraio 2010

settimana di ricette nuove

la settimana scorsa è stata molto impegnativa: 3 cene in una settimana!
una a casa di amici, le altre due da noi.
ho colto l'occasione per sperimentare nuove ricette che mi facevano l'occhiolino ogni volta che aprivo il quaderno delle ricette oppure i librini di cucina.
purtroppo non ho fatto le foto dei miei piatti...ho cercato delle immagini che li rappresentino on line sperando che nessuno ne abbia a male.

se qualcuno prova qualcosa, mi faccia sapere cosa ne pensa.

torta di mele


ingredienti:
220 gr di farina
150 gr di zucchero
150 gr di burro
3 uova
zucchero a velo
buccia di un limone non trattato
1 cucchiaino di lievito
3 cucchiai di latte (anche vegetale - avena, riso o soya)

3 mele
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lavorare il burro a crema con zucchero, uova e buccia di limone. aggiungere la farina e il lievito. unite il latte necessario ad ottenere un impasto fisso che si stacchi dal cucchiaio di legno. distribuire uniformemente l'impasto in uno stampo imburrato o coperto di carta forno.
sbucciate le mele, tagliatele a quarti e scalfirle a croci con un coltello; disporle sopra la pasta.
cuocere in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti.
servite dopo aver spolverato di zucchero a velo.
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bella e buona, non c'è che dire.
e anche facile facile da fare!

spaghetti con finocchi e salmone


ingredienti per 4 persone:
320 gr di spaghetti
1 finocchio
100 gr di salmone (al naturale o affumicato)
2 spicchi d'aglio
un pizzico di peperoncino
o.e.v.
sale
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eliminate le coste esterne e i gambi di finocchio, tagliatelo a spicchi sottili e lavateli con molta cura.
lessateli per 5 min in acqua bollente salata, prelevateli con una schiumarola e nella stessa acqua cuocete gli spaghetti. fate rosolare l'aglio in una padella con olio e peperoncino, unite il salmone e i finocchi e mescolate.
scolate al pasta al dente e versatela nella padella con salmone e finocchi. da servire immediatamente.
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la ricetta originale prevede di utilizzare gli spaghetti integrali ma non li avevo in casa. il risultato è comunque ottimo.

verdure speziate e frittelline d'orzo

ingredienti per 4 persone:
1000 gr di carote, fagiolini, zucca e patate in quantità variabile
2 porri
1 cuore di sedano
3 chiodi di garofano
1 pezzetto di zenzero fresco
poco peperoncino piccante
un pizzico di cannella
una grattuggiata di noce moscata
o.e.v.
sale

per le frittelle d'orzo:
200 gr di orzo perlato
2 uova
20 gr di farina
20 gr di grana grattuggiato
burro ( ma io proverei con l'olio)
sale
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lessate l'orzo in acqua salata per 20 minuti.
preparare la pastella per frittelle: uova farina grana sale. quando l'orzo sarà cotto, scolatelo e aspettate che raffreddi prima di aggiungerlo alla pastella. mescolare e lasciar riposare 30 min.

mondate le verdure e tagliare a tocchetti e rondelle. fate insaporire il tutto per qualche minuto a fiamma vivace in una casseruola con tre cucchiai di olio. salate, aggiungete le spezie e il peperoncino tagliato a metà nel senso longitudinale, mescolate e bagnate con due bicchieri di acqua; portate a ebolizzionie e continuate la cottura a fuoco basso per 25 minuti mescolando di tanto in tanto.

ungete una piccola padella antiaderente, scaldatela e versatevi tanta pastella con l'orzo quanto basta per coprire il fondo. fate cuocere la frittelina a fiamma media per qualche min. quindi giratela e fate cuocere finchè non sarà dorata. ripetete per tutta la pastella.
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molto buono il tutto e soprattutto insieme! tra l'altro ha anche una bella presentazione...

maccheroncini al pistacchio


ingredienti per 4 persone:
350 gr di maccheroncini
80 gr di pistacchi tritati
mezza cipolla
70 cl di panna (anche vegetale)
poco latte (anche di soya)
1 cucchiaino di curry
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rosolate la cipolla tritata fine in una padella con un poco d'olio e.v., unite metà dei pistacchi; amalgamate, aggiungete il curry e la panna diluita nel latte.
cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente.
saltate i maccheroncini in una casseruola con la salsa, pepate e cospargete con i pistacchi rimasti.
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è semplicissima e piace un sacco.
una versione più articolata prevede una fetta di prosciutto cotto da tagliare a dadini e da far rosolare con la cipolla e i pistacchi.
ma a me piace più semplice, senza il prosciutto.

torta speciale al cioccolato


ingredienti:
400 gr di cioccolato fondente
250 gr di burro
6 uova
200 gr di zucchero
100 ml di acqua
cacao am aro in polvere e zucchero vanigliato
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accendere il forno a 170°.
mettere il burro e il cioccolato a pezzi in una ciotola.
unite lo zucchero e l'acqua in un pentolino, mescolate e mettete lo sciroppo sul fuoco a bollire. versatelo bollente sul cioccolato e mescolate sino a ottenere una crema abbastanza densa. Se il cioccolato faticasse a sciogliersi, mettete la ciotola a bagnomaria (o direttamente sul fuoco: attenzione a che non si attacchi!). Incorporate, uno alla volta, i tuorli e continuate a mescolare. Lasciate intiepidire. Montate a neve ferma gli albumi, con un goccio di limone (io non l'ho messo). Aggiungete con delicatezza gli albumi al composto di cioccolato.Ungete una tortiera di 20 cm di diametro (oppure metteteci la carta forno)e versateci più della metà del composto. Infornate per 40 min; levate il doce dal forno e lasciatelo raffreddare senza sformarlo. una volta freddo versate la restante crema al cioccolato e rimettete in forno caldo a 170° per altri 20 minuti. Decorate la torta con cacao amaro e zucchero vanigliato (variante con cocco grattuggiato).
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è una bomba ed è buonissimo per gli amanti amanti amanti del cioccolato. per gli altri potrebbe risultare un po' un mattone. sicuramente è una torta da fare quando si è tanti a cena.

difficoltà e programmi

credo sarà un'illusione questa pausa tra le difficoltà di collegamento a internet e quelle di utilizzo di questo pc.
purtroppo.
ma incrocio le dita e stringo le falangi.
da che, senza perder tempo ecco gli appunti per i nuovi post che vorrei scrivere:
ricette d'una settimana intensa (e la bilancia se n'è accorta)
sezione carcere
m di mamma

immagini per sognare il sole.

sabato 13 febbraio 2010

furoshiki 2


Furoshiki Gift Wrapping - The funniest videos clips are here
genio genio genio
e se ci provi, ci riesci veramente!!

e anche questo video merita.

domenica 7 febbraio 2010

le cose semplici che adoro


curiosando in giro trovo e scopro il Furoshiki, antica tecnica di imballo con i tessuti.
bastano dei tessuti da 75 a 120 cm per lato per imballare in modo ecologico, economico e creativo qualsiasi oggetto.
ottimi come effetto regalo, ma ideali anche per il trasporto.
semplice e geniale geniale geniale!
e, ovviamente d'origine giapponese.

l'idea arriva da un post sul blog francese di webmamans

lunedì 1 febbraio 2010

Nadine e il pettirosso


ieri, sdraiata sul divano osservavo il pettirosso che saltellava sui tre spogli alberi oltre il fosso e nel frattempo Nadine muoveva la pancia della sua mamma per venire al mondo.
benvenuta Nadine!

domenica 24 gennaio 2010

pontitibetani
mi sa che tutto ciò lo capirò tra un po' di tempo. ora ne vedo solo le sfumature contingenti, e la sensazione di non tenere il passo, di perdersi il mondo fuori è forte. e un po' sconcertante...e d'altronde non posso farci nulla.
forse l'insegnamento che ora mi sto portando addosso, il segno di questo periodo è l'abbassare le armi contro ciò che mi viene da fare. nella vita fino a qui ho spesso alzato le armi per fare quello che sentivo di dover fare non di voler.
ora sto vedendo che posso abbassare le armi.

ad ora non riesco a depositarle, a lasciarle a terra.
mi sento donna guerriera - e lasciare questa immagine di me sarà dura.
chissà se lo imparerò con questo piccolo che mi scalcia in pancia...!

giovedì 21 gennaio 2010

uomini e donne





lo struzzo

è strana questo momento di maternità:questo stato mi richiede molta concentrazione verso l'interno e per ciò che faccio quotidianamente.

certo, sarà normale, ma il mondo attorno si muove e stanno capitando un sacco di cose attorno alle quali fatico a mettere testa. anche perchè dove guardo vedo cose tremende.
allora sto dentro di me, con il mio piccolo, con le cose da fare, con il lavoro da finire, con la casa da organizzare, confrontandomi con il mio compagno,tuffo la testa nei romanzi,...finchè non è sera e non vado a dormire.

martedì 19 gennaio 2010

gattino in pancia

oggi abbiamo visto il piccolo frullecchio che dorme dentro la mia pancia. ho capito cos'è che sento muovere nella zona ombelicale - i piedi- e che quello che vedo sporgere nel centro della pancia probabilmente sono le sue chiappette. una mano copriva il viso, si son viste le 5 dita. e poi il cervello, il cuore, i reni, la spina dorsale, la vescica...
insomma tutto a posto.
e mi sembra che i gatti, quelli veri, di casa se ne stiano rendendo conto.
forse più di noi...

venerdì 15 gennaio 2010

mammamia che pancia!

ecco, accade così che è venerdi pomeriggio, ho ancora da fare due cosine di lavoro e poi è finita questa settimana. questa settimana che me ne lascia ancora due di lavoro a pieno ritmo, poi inizia la pausa maternità.
si, non mi sento ancora di dire "embhè, ci siamo quasi" ma effettivamente mi guardo la pancia e sento muoversi il frullecchio che la abita molto spesso, soprattutto di sera, e di notte e non ce ne sono di balle: la mia pancia è grandicella!
e ora, mi viene una gran fatica e una gran voglia di appisolarmi sul divano dove lui si può muovere un po' più liberamente ed io concedermi un po' di riposo.
mi sento così viva a volte e così stanca altre...
sarà normale?

domenica 3 gennaio 2010

brufoli e adolescenza

"che poi...chissà mai cosa passa sui soffitti delle proprie camere, soprattutto quando si è adolescenti. Strana età: il tempo non va avanti, ci si sente brutti e, terza cosa, si sogna spesso il proprio funerale, con montagne di fiori, Mozart sparato nella chiesa a tre navate, e centinaia di persone che piangono disperate balbettandosi l'un l'altro: non l'avevamo capito quanto valeva questa ragazza, non l'avevamo capito."
e chi non l'ha provato?
io, tranne Mozart sparato nella chiesa,un sacco di volte.

questo ritratto di adolescenti che la Mastrocola (La Narice del Coniglio, ed. Guanda) riesce sempre ad infialrci nei suoi romanzi, mi fa pensare a quanto quest'età mi piaccia e mi diverta, sorprenda, incuriosisca, mi faccia sorridere e a volte commuovere. della mia di adolescenza non ricordo granchè, ma quando lavoro con i ragazzi, mi piacciono nella loro forma "nè carne nè pesce" e in questo splendido periodo di costruzione di sè e del proprio modo di stare al mondo.
belli con i loro brufoli e punti neri, con i capelli impazziti, con i corpi sgraziati, con i tentativi di vestire il proprio corpo, di truccarsi, di ingellarsi i capelli; gli approcci con l'altro sesso, le scoperte del "se mi comporto così, l'altro reagisce così", i pianti da delusione, le prime scelte da fare tra scuola, sport, hobby, noia; i primi "io penso che..."

chissà quando questo pargolo che porto in pancia arriverà a quell'età cosa accadrà: come guarderò da madre questa età?