mercoledì 2 dicembre 2009

cyprus in 3 - parte terza


La mattina la colazione è un piatto di frutta affettata, del pane tostato, due fette di formaggio, pomodoro, olive e cetrioli che accompagnano il the. il tutto con vista direttamente sul mare e con il sole che ci scalda la pelle.
Un giro nelle spiaggie limitrofe ci fa capire che la pulizia non è proprio di casa: il mare è bello e l'acqua trasparente ma sulle spiaggie si accomulano un sacco di spazzatura, cose lasciate li dai bagnanti e oggetti portati dal mare.
Vista la temperatura però non resistiamo e a mezzogiorno ci infiliamo il costume e saggiamo l'acqua della spiaggia sotto l'Oasis. Fredda, ci immergiamo a metà e non andiamo oltre, ma un mezzo bagno il 23 di novembre io non l'ho mai fatto!
Nel pomeriggio giriamo un po' la penisola e poi torniamo a goderci il suono del mare, la cena servita alle 18.30 e poi le stelle del cielo.
Il mattino dopo ci rimettiamo in macchina verso Famagosta.
9 km prima della città ci fermiamo a Salaminas, un importante sito archeologico di un'antica città attraversata anche quella da greci, romani e chi più ne ha più ne metta.
dopo un giro di un paio d'ore tra rovine perfettamente conservate dal tempo e non tanto dagli interventi realizzati e dalla cura mostrata, riprendiamo la macchina e raggiungiamo Famagosta dove cerchiamo il miglior kebab della città invano.
All'ennesima ci fermiamo in uno in zona universitaria e capendoci a spanne con il cameriere, ci gustiamo due kebab buonissimi che digeriremo a notte fonda.
Anche Famagosta ha un centro storico minuscolo circondato da mura veneziane all'interno delle quali si ergono tre vecchie chiese gotiche- di una a dir la verità ciò che ne rimane - convertite a moschee.
Usciti dal centro con un bel pacchetto di baklava, ci dirigiamo verso il quartiere Varosia. Lasciata la macchina affianco al Palm Hotel, attraversiamo la spiaggia e osserviamo da lontano il paesaggio desolato di palazzoni, alberghi, case che si affacciano sul mare, vuoti da 35 anni.
Filo spinato e cartelli circondano il quartiere fantasma sotto presidio dell'Onu mentre i militari giocano a basket in un campo nuovo fiammante poco distante.
Costeggiamo le case disabitate, le chiese precise con solo qualche vetro rotto dal tempo cercando la strada che conduce a Deryneia ma ci perdiamo e non ci arriveremo mai. Chissà se i bambini di Famagosta, dirimpettai di quella assurda recinzione di vuoto e cemento che non si può neppure fotografare, giocano ad oltrepassare il confine...

Ci dirigiamo verso Larnaca e per arrivarci superiamo il confine ed entriamo nel territorio britannico dove strade pulite e rotonde con case perfettamente english marcano la differenza con i turchi di prima e con i greci di poi.
Raggiungiamo Larnaca e l'albergo. Lasciamo la macchina e il giorno dopo in volo lasciamo Cipro.

2 commenti:

max ha detto...

buoni i kebap a cipro

ciao max

Anonimo ha detto...

Cipro è una meta a lungo rinviata, ma sempre presente. Un luogo con una "mitologia" familiare (memorie un po' inventate, un po' vere). Grazie per queste annotazioni che mi fanno "viaggiare" con la mente.
Omniaficta
http://omniaficta.wordpress.com