mercoledì 30 dicembre 2009

il mondo in casa

succede ormai da parecchi anni: per noi le giornate di festa e di vacanza attorno a Natale sono giornate intense di visite e reincontri.
nella nostra casetta arrivano gli amici che sono stati altrove e che stanno per ripartire per altri lidi. é un po' come se la nostra casa fosse un nido a cui arrivare in questi giorni: F. preso da una tournèe in giro per l'Italia e quasi in partenza per l'Australia, L. detto il B. in una pausa da Bruxelles, P. tornato da Gaza e in procinto di ripartire per Gerusalemme, L. in vacanza dalla Spagna.
tutti qui.
racconti, incontri, scambi di musiche, film, uncinetto e maglia sul divano, un pezzetto di formaggio, un po' di macedonia e la lanterna fatta con la buccia di mandarino.
e noi qui, in attesa di questo cucciolo che si fa sentire e che cresce nella mia pancia. e l'anno prossimo ci sarà anche lui a sentire queste voci, queste parole e queste esperienze dalle bocche di amici che si vedono raramente e che stanno in giro per il mondo.

sabato 5 dicembre 2009

mercoledì 2 dicembre 2009

cyprus in 3 - parte terza


La mattina la colazione è un piatto di frutta affettata, del pane tostato, due fette di formaggio, pomodoro, olive e cetrioli che accompagnano il the. il tutto con vista direttamente sul mare e con il sole che ci scalda la pelle.
Un giro nelle spiaggie limitrofe ci fa capire che la pulizia non è proprio di casa: il mare è bello e l'acqua trasparente ma sulle spiaggie si accomulano un sacco di spazzatura, cose lasciate li dai bagnanti e oggetti portati dal mare.
Vista la temperatura però non resistiamo e a mezzogiorno ci infiliamo il costume e saggiamo l'acqua della spiaggia sotto l'Oasis. Fredda, ci immergiamo a metà e non andiamo oltre, ma un mezzo bagno il 23 di novembre io non l'ho mai fatto!
Nel pomeriggio giriamo un po' la penisola e poi torniamo a goderci il suono del mare, la cena servita alle 18.30 e poi le stelle del cielo.
Il mattino dopo ci rimettiamo in macchina verso Famagosta.
9 km prima della città ci fermiamo a Salaminas, un importante sito archeologico di un'antica città attraversata anche quella da greci, romani e chi più ne ha più ne metta.
dopo un giro di un paio d'ore tra rovine perfettamente conservate dal tempo e non tanto dagli interventi realizzati e dalla cura mostrata, riprendiamo la macchina e raggiungiamo Famagosta dove cerchiamo il miglior kebab della città invano.
All'ennesima ci fermiamo in uno in zona universitaria e capendoci a spanne con il cameriere, ci gustiamo due kebab buonissimi che digeriremo a notte fonda.
Anche Famagosta ha un centro storico minuscolo circondato da mura veneziane all'interno delle quali si ergono tre vecchie chiese gotiche- di una a dir la verità ciò che ne rimane - convertite a moschee.
Usciti dal centro con un bel pacchetto di baklava, ci dirigiamo verso il quartiere Varosia. Lasciata la macchina affianco al Palm Hotel, attraversiamo la spiaggia e osserviamo da lontano il paesaggio desolato di palazzoni, alberghi, case che si affacciano sul mare, vuoti da 35 anni.
Filo spinato e cartelli circondano il quartiere fantasma sotto presidio dell'Onu mentre i militari giocano a basket in un campo nuovo fiammante poco distante.
Costeggiamo le case disabitate, le chiese precise con solo qualche vetro rotto dal tempo cercando la strada che conduce a Deryneia ma ci perdiamo e non ci arriveremo mai. Chissà se i bambini di Famagosta, dirimpettai di quella assurda recinzione di vuoto e cemento che non si può neppure fotografare, giocano ad oltrepassare il confine...

Ci dirigiamo verso Larnaca e per arrivarci superiamo il confine ed entriamo nel territorio britannico dove strade pulite e rotonde con case perfettamente english marcano la differenza con i turchi di prima e con i greci di poi.
Raggiungiamo Larnaca e l'albergo. Lasciamo la macchina e il giorno dopo in volo lasciamo Cipro.

cyprus in 3 - parte seconda


Il giorno dopo lasciamo Nicosia e chiediamo alla tizia dell'albergo dove possiamo attraversare il confine, la linea verde con la macchina per andare verso Kyrenia.
Lei sgrana gli occhi: non lo sa.
Noi rimaniamo perplessi: com'è che in una città che per attraversarla tutta ci vogliono venti minuti scarsi attraversando il confine,la receptionist dell'albergo non sa dov'è il check point????
sbalorditi saliamo in macchina e raggiungiamo un confine fuori dalle mura che sappiamo essere attraversabile solo a piedi.
troviamo un presidio di kurdi davanti al passaggio che ci consegna un volantino in inglese sulla situazione del loro popolo in turchia. Vorrei dirgli che Ocalan è cittadino onorario del nostro bel paesello padano ma l'inglese mi si blocca in gola.
Il militare greco cipriota che è al confine ci da la fotocopia di un foglio scritto a mano con le indicazioni stradali.
Sempre più allibiti risaliamo in macchina e cerchiamo di seguirle: con nostra ulteriore sorpresa il passaggio non è indicato da cartelli stradali.
raggiunto il confine, tibri e assicurazione per la macchina (3 gg - 20 euro)ed entriamo nel territorio turco cipriota.
Il paesaggio urbano cambia di colpo e le case hanno altre forme, ci siamo lasciati alle spalle i cartelli scritti in greco e approntiamo il turco.
Ci dirigiamo verso Kyrenia e poi ci concediamo una deviazione con pausa al paese di Bellapais. Una splendida chiesa ormai inutilizzata e un bel paesino che si inerpica sulla collina che guarda il mare. tutto qui.
Riprendiamo la macchina e procediamo verso la punta nord est dell'isola, la penisola di Karpasia. Il mare ci sta a sinistra ed è bellissimo come il tempo: maglietta con maniche corte al sole e siamo a novembre!

A parte un pezzo allucinante di strada, il paesaggio è splendido e dalla macchina si vedono poco più sotto belle spiagge.
La nostra meta è l'Oasis Hotel e Restaurant di Dipkarpasia che raggingiamo a metà pomeriggio un po' affaticati dal viaggio.
Il posto è splendido in questa stagione e siamo gli unici clienti.
La sera ceniamo li: pesce alla piastra e verdure. La sera a guardare un po' il mare e poi a letto con un bel libro prima che spengano il generatore!