domenica 14 giugno 2009

senza mani

ieri, ore 20, in bicicletta lungo l'argine del naviglio martesana ho imparato una cosa nuova: ad andar in bici senza mani.
non ci sono mai riuscita. i miei tentativi piegavano sempre pericolosamente verso l'asfalto.
ieri, dopo una giornata lunga ed impegnativa di lavoro, torno a casa da Melzo con la mia bottecchia rossa; all'altezza di pozzuolo decido di deviare e raggiungere l'orto a cassano. mi fermo un attimo, due chiacchere con K., guardo i pomodori che cominciano a colorarsi, i cornetti che stanno tirando gli ultimi, le melanzane in fiore e le insalate che crescono. c'è anche il peperoncino piantato da A. un saluto allo stagno con i gigli attorno e le rane che saltano e poi di nuovo in bici per tornare a casa. lentamente prendo la via più lunga, arrivo sull'alzaia: naviglio a destra che scorre con me, sole in faccia ancora caldo ma giallo oro negli occhi. pochi ciclisti, pista libera.
la mente non pensa, è in stand bye, la mano sinistra si stacca dal manubrio e anche la destra. lenta, zavorrata dal peso nelle tasche sulla ruota posteriore, tengo le mani lontane dal manubrio. lo sguardo sulla strada, l'attenzione ai piedi e l'equilibrio si gioca sul bacino.
riesco...!
mi emoziono godendomi questa conquista: a 32 anni ho imparato ad andare senza mani!
non so se l'emozione è più per il fatto di andare senza mani o per aver imparato ancora una cosa nuova, a dimostrar che si continua ad imparare a 32 anni anche e ancora con il corpo.

1 commento:

enikő ha detto...

Io credo proprio di non imparare mai ad andare senza mani, sono senza speranze. :)

Per quanto riguarda la catena dei libri, sarei contenta se tu partecipassi. Mi serve giusto una persona per adempiere ai miei doveri. mandami una mail (enikolori@yahoo.it) e io ti mando la lista di nomi. Sei sicura di poter trovare altre 6 persone a tua volta?

Ciao. :)