venerdì 17 aprile 2009

Margit Sziget


un platano nella grande isolaparco.
è gigante il platano e i soui possenti e flessibili rami toccano quasi terra occupando tutto lo spazio possibile.
i rami creano anse splendide per aggrapparsi, saltare, camminarci sopra e fare la verticale al contrario, abbracciando con le gambe un ramo e scendendo con la testa verso terra.
è uno spettacolo quello che offre questo grande platano.
dello spettacolo fanno parte anche i bambini e i ragazzi che vi si approcciano. chi sicuro, chi impacciato, chi statico, chi prova a due anni a muovere i suoi primi passi in alto, accompagnato e tenuto dalla mamma.
ci sono genitori che scattano foto alle prodezze dei figli; chi si siede o si sdraia con i piccoli, chi rimane a terra con le braccia conserte ad osservare e chi le allunga tendendole verso il figlio là in alto.
c'è chi parla con il figlio arrampicato lassù, chi con l'amico o il fratello a terra; chi in silenzio si gode lo spettacolo, chi condivide il fare, chi lascia fare, chi è preoccupato di suo figlio sulla giostra naturale; chi spolvera i bambini che cascano, chi abbassa con il proprio corpo il ramo dell'albero per far salire anche il più piccolo. chi invece lascia c he loro ci arrivino e se non ce la fanno, amen.
questo osservare le dimaniche relazionali nella grande isolaparco Margit Sziget di Budapest dice molto del rapporto genitori e figli e sulla varietà dei modelli educativi possibili. tutto attorno al platano.
e io mi godo lo spettacolo.

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