martedì 17 febbraio 2009

oltre al cuore, il cervello

ieri sera, stanca, ho scritto c'è un cuore.
oggi, lo rileggo e trovo poco di quel fiume di pensiero che mi ha macinato il cervello per tutto il pomeriggio e la sera, quando una ragazza del "mio" servizio è stata presa per il collo e colpita da un calcio da un ragazzo. Lui, rapido e attento a non farsi vedere. Lei in lacrime, spaventata e confusa da questa reazione del compagno di giochi.
certo, Lui ha una situazione poco felice e poco facile alle spalle. ma Lei?

il tutto accade nel pomeriggio stesso in cui so di una violenza di gruppo accaduta nello stesso paese. siamo nell'hinterland di Milano, nella provincia, si, ma nella provincia "bene" e "tranquilla".
mi interrogo con i colleghi dell'effetto mediatico di questa cantilena nauseante che continua a raccontarci di stupri di gruppo.

la sera, dopo quel che è accaduto "da noi" mi chiedo tante cose, vicine e lontane le une dalle altre...
come mi muovo io tra queste pieghe dove c'è Lei da tutelare, da proteggere senza imbrigliarla, da sostenere perchè ha vissuto "una brutta esperienza" dentro il nostro servizio? come aiutarla perchè non sia, Lei da grande una di quelle donne spaventate dal mondo? Lei stava difendendo un amico da un insulto di Lui che per risposta ha mostrato e usato la sua forza. Lei, alzerà ancora la voce? riuscirà ad usarla o non ce la farà?
e Lui, io come l'aiuto? madre psichiatrica che lo abbandona, il padre impiega 20 giorni prima di andare ad abitare con il figlio. Lui che è incazzato nero, e ne ha tutte le ragioni. Lui che alza la voce anche con gli adulti, Lui che ai miei occhi di professionista dell'educazione mostra un bisogno altissimo di vicinanza, di comprensione, di aiuto adulto. che adulto sarà, Lui?

e in tutto questo non posso non vedere l'effetto pratico e tangibile di una cultura povera e ignorante, televisiva, finta, che mostra i mostri, che aizza le persone le une contro le altre. con la forza bruta.
con la forza che nasce dallo staccare i pensieri dalle proprie emozioni, il cuore dal cervello.

4 commenti:

monica ha detto...

avevo intuito che il cuore fosse lì...
sai le sinergie tra noi continuano, io ho scritto un post molto incazzoso sulla logica della paura e sugli stupri e igor lancia questo come possibile tema del mese....
però da qui ci ripasso....
un abbraccio m

manu ha detto...

che paura. che tristezza.
ho sentito di quello stupro collettivo e, sconvolta, conoscendo quasi tutti gli stupratori in questione, mi son chiesta e continuo a chiedermi fino a che punto io potrei tollerare di costruire ancora esperienze educative con ragazzi che un giorno prima sono "i fanciulli del mio cag" e il giorno dopo sono tra le prime persone a cui spaccherei la faccia se mi capitasse di incontrarli per strada...ma anche dentro il Servizio.
ovvio, lavorassi in beccaria o in Servizi affini che trattano anche questi problemi, riuscirei a starci.
ma in un cag, o in altri centri educativi aperti al territorio no. credo che, pur non obbligando loro ad andarsene, farei uscire tutto il mio disprezzo.con estrema consapevolezza.
quanto al tuo ragazzino anna,beh...ha compiuto un brutto gesto. ma se non avessi sentito dello stupro di gruppo ti avrebbe fatto lo stesso effetto?
perchè secondo me, con questo Lui, un po' di speranza è ancora possibile averla...
un bacio,
manu.

Anna ha detto...

si, Manu, credo che la mia reazione di paura c'entri un sacco con la notizia dello stupro di gruppo...è come se vedo quello che accade attorno a me e lo stupro di gruppo mi fa vedere un po' più in là. e questa prospettiva mi fa paura. si.
ma non tristezza, piuttosto rabbia.

monica ha detto...

bella questa riflessione ci sono più piani intrecciati. un educatore che deve fare?
la prima reazione è la vostra RABBIA
ma anche la seconda.
perchè mi vengono in mente i soprusi che all'inizio del coordinamento vedevo ad opera dei più grossi nei confronti dei piccoli ...
ma forse è anche responsabilità adulta evidenziare che alcuni comportamenti non sono tollerabili e generano inevitabilmente reazioni di allontanamento.
...